Saturday, 20 October 2012

Terrore a Piazza San Pietro – 13 maggio 1981

TOTUS TUUS

Terrore a Piazza San Pietro  – 13 maggio 1981


Il Beato Papa Giovanni Paolo II - 'Il Grande'

Sua Eminenza Reverendissima il Cardinale Stanislaw Dsiwisz con Frank Zammit

‘Nessuno pensava che potesse accadere un attentato contro una persona innocente, una persona di Pace e soprattutto in Piazza San Pietro.

Sí mi ricordo, perché non potrei mai dimenticare quel che successe! Questo è entrato nel mio cervello, della mia memoria, nella mia testa. Soprattutto la provvidenza! Cosa poteva fare l’uomo?’ – S.E.R. Card. Stanislaw Dsiwisz – 7.9.2011

Piazza San Pietro

Sono passati piu di trent’anni dall’attentato su Giovanni Paolo II. Accadde esattamente il 13 maggio 1981 quando Papa Wojtyla uscì in Piazza San Pietro per l’Udienza Generale delle diciassette. La macchina bianca su cui viaggiava passava lentamente in una stradina tra due barricate strette. Il Papa era in piede salutando la folla di fedeli che si era radunata.

Stringeva loro le mani, e in un certo momenti addirittura sollevò una piccola bambina bionda, l’abbracciò e la baciò e la ridiede tra le braccia della mamma.

Mehmet Ali Agca tenta di assassinare Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro

In quel momento spuntò una pistola che fu puntata verso il Papa sulle teste delle persone e si udirono due colpi d’arma da fuoco che spaventarono anche i piccioni tra le colonnate del Bernini.

Il Sommo Pontefice aiutato dal suo fedele collaboratore Don Stanislao Dsiwisz

Il primo colpo fratturò uno delle dita della mano del Papa e la stess pallottola gli penetrò nello stomaco…mentre il secondo colpo gli trafisse il mento con la pallottola andando a colpire anche due fedeli che furono feriti anche loro.

Erano le diciassette e diciannove minuti di quel giorno che rimarrà inciso nella storia dell’umanità.

Il Cardinale Dsiwisz spiegando parte della storia a Frank Zammit


‘Fu impressionante perché lui stava per morire, colpito fatalmente. Durante il viaggio per l’ospedale ho sentito che perdonava il suo attentatore. Lo ha perdonato! E ha pregato per lui finchè perse i  sensi quando arrivò al Policlinico Gemelli.’ – S.E.R. Card. Stanislaw Dsiwisz – 7.9.2011

Fu operato per più di cinque ore. Quel tiro gli aveva procurato gravissime lesioni interne.

‘Aveva perso molto sangue….il piano era che doveva morire. Durante l’operazione ci furono dei momenti molto difficili. Il suo medico curante venne da me per dirmi che la situazione era delicata…..i battiti del cuore si sentivano appena. Anche la pressione scese moltissimo, perse molto sangue. Tanti furono i problemi.’ – S.E.R. Card. Stanislaw Dsiwisz – 7.9.2011


Il Papa Giovanni Paolo II dopo l'intervento difficile nel Policlinico Gemelli

Il suo attentatore fu catturato minuti dopo il suo vile attacco da una suora che era vicino a lui con l’aiuto della folla che si era radunata. Era un cittadino turco, Ali Agca,  con connessioni coi 'Lupi Grigi', un gruppo che abbracciava l’ideologia dell’estrema destra e che era anche implicato nel traffico di droga.

L'arresto di Mehmet Ali Agca per l'attentato sulla vita del Pontefice

Pendeva sulla testa di Ali Agca una condanna a morte in sua assenza dalla corte turca che lo aveva trovato colpevole dell’omicidio dell’editore del giornale turco  'Milliyet' che due anni prima aveva pubblicato una sua lettera dove diceva che era pronto ad uccidere il Papa se non avesse cancellato la sua visita in Turchia.

Due anni dopo, due giorni dopo il natale del 1983, Giovanni Paolo II è andato in carcere ad incontrare colui che voleva ucciderlo per portargli il suo perdono. I due uomini parlarono appartati per un lungo tempo e quel che si dissero rimane un mistero fino ai giorni nostri.

L’attentato era stato pianificato perché uccidesse il Papa. La pallottola attraversò tutto il suo corpo. Era un uomo di grandi misteri……grandi misteri ma era protetto. Protetto da Dio e dalla Madonna alla quale fu tanto devoto!’

Venne salvato da Dio con l’intervento della Madonna di Fatima come disse dopo.’ – S.E.R. Card. Stanislaw Dsiwisz – 7.9.2011

Il Papa Giovanni Paolo II con Mehmet Ali Agca a Rebibbia

Più tardi Agca venne condannato all’ergastolo dalla corte italiana per l’attentato su di un Capo di Stato estero. Nel 2000 il Presidente italiano Carlo Azeglio Ciampi concesse ad Ali Agca la grazia ed egli fu immediatamente estradato verso la Turchia dove continuò a scontare un’altra sentenza.

In due occasioni differenti, la prima volta cinque giorni dopo l’attentato quando il Papa era ancora convalescente da quel vile attacco al Policlino Gemelli durante la recita dell’Angelus dall’ospedale in collegamento diretto con Piazza San Pietro il Papa Giovanni Paolo II disse l: 'Prego per mio fratello che mi ha attaccato e che ho sinceramente perdonato'.

Ripetè queste parole di perdono nei confronti di Agca anche il 27 dicembre 1983 quando lo ha visitato e ha parlato con il suo attentatore nel carcere di Rebibbia a Roma.

Le indagini su chi fosse dietro questo vile attacco continuarono per diversi anni. I servizzi segreti dei paesi della cortina di ferro erano al primo posto tra i sospettati di questo caso.

Frank Zammit durante la sua visita a Krakovia-Lagiewniki nel Centro Giovanni Paolo II "Non Abbiate Paura".









                               

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