Friday, 16 November 2012

La Cappella Sistina compie 500 anni 
(La seconda parte)

L'incanto della Sistina

Cenni Storici - Cappella Sistina 

Il Giudizio Universale

L'ultimo giorno


Il Maestro: Michelangelo Buonarroti


Michelangelo aveva superato i sessantanni quando quando fu richiamato alla Cappella Sistina, ancora una volta contro la sua volontà, per dipingere Il Giudizio Universale (1535-1541) sul muro dell’altare. Il lavoro venne commissionato da Papa Clemente VII (1523-1534) poco prima della sua morte, e il successore di Clemente, Papa Paolo III Farnese (1534-1549), impose a Michelangelo di completarlo al più presto possibile. Fu il più grande affresco del secolo ed è indubbiamente ancora un capolavoro.

Cristo il Giudice: vicino a Lui, Sua Madre Maria

Questo fu il secondo intervento di Michelangelo alla Cappella Sistina. Questo lavoro magnifico ruota attorna a Cristo il Giudice, che manda i condannati all’inferno con la sua mano sinistra e innalza quelli salvi al Paradiso con la sua mano destra. Attorno a Cristo ci sono i pianeti, il sole e i santi.
Sulle due arcate sopra di Lui ci sono gli angeli, senza ali, che portano gli strumenti della Sua Passione – la croce, la colonna dove venne flagellato.

Gli angeli con le trombe. C'e' anche l'Arcangelo Michele

Sotto a Lui ci sono i martiri, e ancora sotto, gli angeli con le trombe, che annunciano la Sua Venuta.
 Nella parte bassa del muro ci sono uomini e donne che risorgono dalla morte.


I Giusti

Gli angeli li portano su in Cielo.


Il Perso

Sulla destra, gli angeli buttano gli uomini cattivi all’Inferno, dove un grande Diavolo con gli occhi come carbone li traghetta su una barca e gli altri diavoli li spingono verso quel posto terribile.

Minosse, il Giudice delle Anime: dipinto dal Maestro di Cerimone Papale, Biagio da Cesena

Da notare fra i dettagli c’è Minosse, il Giudice delle Anime, raffigurato all’inferno con la orecchie d’asino. Lui è stato dipinto dal Maestro di Cerimonie del Papa, Biagio da Cesena, che spesso si lamentava col Papa circa le nudità delle figure dipinte, dicendo: È stato un atto veramento disonesto aver dipinto in questo posto rispettabile tante figure nude che svelano senza modestia le loro parti intime, e questo non è stato un lavoro per una cappella papale ma per un bagno termale o una casa di mal affare.
Quando Biagio si lamentò col papa sul fatto che era stato collocato all’inferno della pittura di Michelangelo, Paolo III fu citato dicendo che non aveva alcuna giurisdizione all’inferno.


Il volto di Michelangelo appare nella pelle scorticata tenuta da San Bartolomeo

L’auto ritratto di Michelangelo appare due volte nel Giudizio Universale: nella pelle scorticata tenuta da San Bartolomeo e nella figura nell’angolo sinistro in basso, che osserva i morti che escono dalle tombe.
Ci sono quasi quattrocento figure, molte di loro di grandezza naturale e di dimensioni maggiori.


San Pietro

San Sebastiano, San Biagio, e Santa Caterina di Alessandria

Alcune erano intenzionate da parte di Michelangelo ad essere riconosciute. Per esempio, la grande figura alla sinistra di Cristo che tiene le Chiavi del Paradiso non può essere altri che San Pietro, e la donna col frammento della ruota dev’essere Santa Caterina di Alessandria e lo strumento del suo martirio.
Ma se Michelangelo avesse l’intenzione di rappresentare altri personaggi specifici dalla Bibbia o dalla storia, nessuno lo sa di sicuro.

Il Vasari

La pittura è una svolta decisiva nella storia dell’arte. Il Vasari predisse l’impatto fenomenale del lavoro: "Questa pittura sublime", scrisse, "dovrebbe servire da modello per la nostra arte. La Divina Provvidenza l’ha regalata al mondo per mostrare quanta intelligenza può elargire ad alcuni uomini sulla terra. Il disegnatore più esperto trema mentre contempla quelle forme spavalde e i magnifici scorci. Alla presenza di questo lavoro celestiale, i sensi si paralizzano, e si può solo riflettere sui lavori fatti prima e quelli ancora da realizzare".

(Fine della seconda parte)



Sia Lodato Gesu` Cristo


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