Friday, 14 December 2012

Intervista (IT) - Sua Eminenza Reverendissima Il Cardinale Camillo Ruini

VERITAS LIBERABIT NOS
Frank Zammit
Intervista
Sua Eminenza Reverendissima
Il Signor Cardinale Camillo Ruini
Vicario Generale - Emerito di Sua Santita` per la Diocesi di Roma
Cardinale Prete di S. Agnese fuori le mura
Arciprete Emerito della Papale Arcibasilica Lateranense
Presidente Emerito della 'Peregrinatio ad Petri Sedem'

 
Frank Zammit con Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Camillo Ruini


13 maggio 2005: Il primo incontro di Papa Benedetto XVI con il clero Romano


Eminenza, che ricordi ha di quella data storica, la data della festa della Madonna di Fatima del 13 Maggio 2005? 

Un ricordo di gioia. Di gioia per due motivi…..Era il primo incontro di Papa Benedetto XVI col clero di Roma ma anche il giorno quando seppi che il Papa avrebbe annunciato che aveva dispensato dal periodo di cinque anni che è l’intervallo tra la morte e l’inizio del processo di beatificazione e canonizzazione. E così si può dire che era stato raccolta quell’invocazione che tutti ricordano  'Santo Subito!' che era stata invocata a Piazza San Pietro dalla moltitudine la notte della morte del Papa…quando Karol Wojtyla è morto. E fu raccolta e incanalata nelle procedura della Chiesa che giustamente deve essere rigorosa nell’accertamento del candidato che deve passare da questo processo di beatificazione e canonizzazione.



Il Cardinale Camillo Ruini con Sua Santita` Papa Giovanni Paolo II
Cardinale Ruini, ricorda la prima volta che incontrò Karol Woytyla?
La ricordo molto bene come puoi comprendere. Era l’autunno del 1984. Il Papa era papa da sei anni dunque e ricordo benissimo che ero molto stupito di questo invite perche era la prima volta in vita mi ache incontravo personalmente un Papa.  Mi trovai  pero subito messo di fronte ad una persona molto spontania, molto cordiale che mi poneva tante domande, domande precise, domande impegnattive. Per cui diventa un incontro di lavoro concluso poi con una cena anche essa di lavoro. E fu un incontro che mi senti sempre a mio agio. Quasi ho dimenticato che stavo parlare con il Papa che appariva con quella semplicita e con quella franchezza.
La Madonna Nera di Jasna Gora
Che cosa si puo’ dire del suo amore per Maria di Nazareth?
Infatti fin da giovane, in un componimento poetico che chiamò 'Magnificat', la preghiera di Maria, che Karol Wojtyla scrisse quanto aveva diciotto anni e che fu successivamente pubblicato, scrive che Dio è stupendo nello scolpire i Santi. Aveva scolpito una forma di un santo da un tronco d’albero e quel tronco era lui! Era quel bimbo che disse 'Ho miracolosamente conservato la mia gioventù'. Allora possiamo vedere come già da allora Giovanni Paolo II aveva la devozione per Maria come un regalo con la quale sentiva la chiamata del cielo. Possiamo anche dire che si accorse di questa chiamata prima di quella per il sacerdozio.
Questa frase esprime l’anima profonda del Papa. Il Papa pensava che quando dava sé stesso a Maria e accettava un regalo tramite lei, in Maria, Dio creò l’umanitù di Gesù Cristo e così poteva instaurare un approccio migliore con Dio. Così stabilì un rapporto più profondo con il Figlio di Dio che è anche il figlio di Maria Gesù Cristo. E così ha raggiunto il traguardo della vocazione Cristiana.
Il suo segreto era il suo rapporto con Dio
 C’è qualcosa della personalità di Papa Wojtyla che Lei è rimasto impresso?
Si. Parecchie cose. Direi anzi tutto la sua granda, la sua profonda umanita. Una umanita che si poi concretizzava nella sollecitudine verso gli altri. Questo grande capacita di essere vicino alla gente. La sua grande passione per il Vangelo e dietro tutto questo si intravedeva, emergeva il suo segreto. Cioe’ il suo rapporto con Dio. Naturalmente questo rapporto si vedeva in maniera molto chiara, quando si vedeva pregare ma lo si vedeva anche quando si parlava con lui. Perche tutte le cose anche le piu’ pratiche, piu concrete, piu difficili, lui sempre le affrontava nella luce della fede.
Il magistero di Giovanni Paolo II ha influenzato la cultura postmoderna di oggi
Eminenza, in che modo Giovanni Paolo II ha influenzato con i suoi insegnamenti ed encicliche la cultura postmoderna di oggi?
Direi che l’ha influenzata sopra tutto in un senso. Che ha fatto comprendere che la secolarizazzione, il distacco dalla fede, dal cristianesimo non e’ il destino fatale il destino inevitabile della nostra epoca. Il Papa ha reagito, anzi tutto a questo e ha cambiato questa sensazione e cosi ha ridato fiducia ai cristiani, fiducia per vivere la loro fede ma anche del coraggio per testimoniarla. In fondo quello grido iniziale ‘Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo’...questo e’ stato il segno, la cifra del pontificato. E` credo che il suo influsso sulla cultura l’ha dato la profondita in questo senso. Lui aveva compreso che anche storicamente la secolarizazzione era la parabola che non andava al’infinito. Ma certamente ha contribuito molto con la sua testimonianza, con i suoi scritti, con l’impegno personale, con la sua inteligenza ha modificato questo percorso e a riaprire di nuovo le porte al cristianesimo.
Giovanni Paolo II ed i giovani
Perche', secondo Lei, la beatificazione di Giovanni Paolo II e' molto significativa per il mondo dei giovani?
Giovanni Paolo II e’ stato Papa di tutti. Ma e’ anche vero che e’ stato a titolo particolare Papa dei giovani. Perché era il Papa dei giovani?  Perché durante la sua vita terrena, ha capito i giovani.  Li amava e ha dato loro la propria fiducia. E questo, i giovani lo hanno capito! E così per loro era diventato un punto di riferimento ancora più di colui che attirava la simpatia e il loro entusiasmo. Ricordiamo i Giorni Mondiali della Gioventù….ma non solo i Giorni Mondiali della Gioventù…anche adesso a sei anni dalla sua morte credo che Papa Giovanni Paolo II può esser di grande aiuto per i giovani d’oggi..un aiuto soprattutto per incontrare Cristo e così mentre incontrano Cristo trovano quell’aiuto per guardare al futuro con speranza e non cadere nella nostalgia.
Sua Eminenza Reverendissima il Cardinale Camillo Ruini e Frank Zammit durante l'intervista

La ringrazio

     


No comments:

Post a Comment