Friday, 8 February 2013

XXI GIORNATA MONDIALE DEL MALATO


COOPERATORES VERITATIS


XXI  GIORNATA  MONDIALE  DEL  MALATO

11.02.2013

Il Buon Samaritano

Santuario Mariano di Altötting


Sua Eccellenza Reverendissima
Il Signor Arcivescovo Zygmunt Zimowski
Vescovo Emerito di Radom
Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari

S.E.R. Mons. Zygmunt Zimowski con Frank Zammit

INTERVISTA



Perché la Chiesa ha dedicato una Giornata Mondiale al Malato?


11 febbraio 1985: Motu proprio di Giovanni Paolo II istituisce Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari 

La Giornata Mondiale del Malato - come precisato dal Beato Giovanni Paolo II nella lettera 13 maggio 1992 istituiva della celebrazione - nasce dalla consapevolezza che la Chiesa, “sull'esempio di Cristo, ha sempre avvertito nel corso dei secoli il dovere del servizio ai malati e ai sofferenti come parte integrante della sua missione (Dolentium Hominum, 1)”, e che proprio nell’offrire cura e conforto disinteressato alla persona sofferente “vive oggi un momento fondamentale della sua missione” (Christifideles Laici, 38). Tutto ciò tenendo ben presente “l'indole salvifica dell'offerta della sofferenza, che, vissuta in comunione con Cristo, appartiene all'essenza stessa della redenzione” (cfr. Redemptoris Missio, 78).


Può spiegarci cosa è la Giornata Mondiale del Malato?


Papa Benedetto XVI visita gli aflitti in ospedali


La Giornata Mondiale del Malato e’ stata fondata anche da Giovanni Paolo II quasi venti anni fa. Mi ricordo che questa iniziattiva era anche del mio predecessore Sua Eminenza il Cardinale Fiorenzio Angelini che era il primo Presidente di questo Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari. Lui mi ha raccontato che voleva unire questa Giornata Mondiale con la festa della Pentecoste. Giovanni Paolo II dopo una o due settimane quando ha visto Sua Eminenza Angelini, diceva: “Bella festa pero io vorrei legare questa Giornata Mondiale del Malato con la solennita` della la Madonna di Lourdes.” E cosi, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha voluto che la giornata si celebra ogni anno l’undici febbraio in tutto il mondo, in tutta la Chiesa e adesso in modo molto solenne ogni tre anni come per esempio anche per le Giornate Mondiali per i Giovani, e nel due mila e tredici andiamo nel Santuario di Altotting, si puo` dire che e’ un santuario di Benedetto XVI e lui cha ha volute che questa giornata si svolgera’ la. Abbiamo preso gia` i contatti con i vescovi tedeschi e con la loro Conferenza e prepariamo questa giornata e siamo convinti che il Santo Padre fara` un bel messaggio in tale occasione.


Qual’e’ il messaggio che Papa Wojtyla ha lasciato sulla sofferenza?


Il Papa sofferente dopo l'attacco in Piazza San Pietro

Gia nella lettera apostolica “Salvifici Doloris”, lui ha ricordato che la sofferenza ha il suo senso. E questo diciamo e’ un messaggio piu grande, perche il Santo Padre parlava della sofferenza? Perche lui era un uomo della sofferenza. Gia da giovane, quando aveva perso la mamma avendo nove anni. Dopo ha vissuto la seconda guerra mondiale, una guerra terribile, dove vedeva tanta e tanta sofferenze. Allora ecco perche questa sua sensibilita per i sofferenti e lui sapeva che la sofferenza unita alle sofferenze subite da Gesu` Cristo ha grande senso. E’ la sofferenza redentiva.


Eccellenza, che ricordo avete del Beato Papa Giovanni Paolo II?

S.E.R. Il Signor Cardinale Karol Wojtyla

Sono tanti momenti che veramente erano le grazie di incontrare Giovanni Paolo II. La prima volta che ho visto il Cardinale Wojtyla nel 1967. Io ero gia seminarista e veramente avevo la gioia di presentarmi davanti a lui per dirLo con la gioia che sono entrato in seminario maggiore. Lui mi ha detto “Abbiamo bisogno dei preti, dei buoni preti, dei santi sacerdoti.” E dopo studiando all’Universita Cattolica di Lublino, lui veniva ogni due settimane. Abbiamo fatto insieme la prima colazione, abbiamo parlato. Io provengo dalla diocesi di Tarnow, nel sud della Polonia, che appartiene alla metropolia di Cracovia. Lui era il nostro Metropolita`. Era amico del Vescovo Jerzy Karol Ablewicz che mi ha ordinate sacerdote. Allora, tanti, tanti ricordi prima del pontificato. E dopo dal 1983 quando lavoravo nella Congregazione per la Dottrina della Fede dove Prefetto c’era il Cardinale Joseph Ratzinger, l’attuale Pontefice, Benedetto XVI. E avevo tante occasioni di incontrare Giovanni Paolo II grazie anche a suo segretario particolare, Monsignor Stanislaw Dsiwisz che veramente ci invitava per poter partecipare per i pranzi, per le cene, per poter parlare di Giovanni Paolo II specialmente quanto c’erano le feste polacche il tre maggio la regina della Polonia, l’otto maggio l’onomastico e anche la festa di San Stanislaw, Arcivescovo di Cracovia, e veramente erano incontri molto belli. Il Papa talvolta sia silenzioso, voleva ascoltare noi. Voleva sapere dei diversi problemi nella Chiesa e tornando al nostro Prefetto, il Cardinale Ratzinger volevo dire che erano due amici. Due amici, io pensavo di tanto in tanto come fosse il Pontificato di Giovanni Paolo II senza il grande Cardinale Ratznger. E come fosse la vita del Cardinale Ratzinger se non venisse a Roma per essere cosi vicino a un uomo cosi santo. Questi anni, venti tre anni, il Cardinale Ratzinger sia preparato bene per il suo pontificato.


Come lo considera?

Giovanni Paolo II era un santo!

Giovanni Paolo II era un uomo santo! E i giovani durante il suo pontificato hanno gridato “Santo Subito!” Perche lui non era santo dopo la morte. Il Papa ed altri santi erano santi durante la loro vita. E mi ricordo le parole di Giovanni Paolo II che ha detto, durante il viaggio, nel 1999 nella diocesi di Tarnow: Diceva: “I santi vivevano di santi e gridano della nostra santita`. Dovete fare tutto che il nuovo secolo davanti a noi sia un tempo dei santi!”


Puoi rivelarci qualcosa a noi circa la vostra vocazione sacerdotale e dei tuoi primi giorni del vostro sacerdozio?


L'ordinazione al presbiterato

Come ho detto primo, questo incontro con il Cardinale Wojtyla sicuramente era un segno per me visibile, tangibile, che dovevo andare questa via per essere sacerdote. Io sulla mia imaginetta per la prima messa ho scritto: “Vado, Signore per servirTi nei malati e nei sofferenti.” Non sapendo che un giorno dovevo essere Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari. E come giovane sacerdote ero appassionato di servire ai piu poveri, ai malati, organizzavo le Sante Messe nei venerdi primi per i malati nelle case.


Eccellenza, per quanto tempo avete lavorato insieme con il Cardinale Ratzinger nella CDF?


S.E.R. Il Signor Cardinale Joseph Ratzinger: Prefetto della CDF per piu di 23 anni

Ho lavorato con lui per molti anni, esattamente per dicianove anni e quindici giorni. Era un tempo anche veramente nella mia preparazione per essere dopo vescovo. E proprio il Cardinale Ratzinger mi ha ordinate vescovo. Venuto a Radom dove per sette anni ero pastore di questa bellissima diocesi.


Quando lo ha incontrato per la prima volta?


S.E.R. Mons.Zimowski: Joseph Ratzinger non era solo un teologo ma anche un pastore.

Nell`autunno 1975. Il vescovo di Innsbruck, Monsignor Paulus Rusch celebrava il trenta settesimo anniversario della sua ordinazione episcopale e aveva invitato il Cardinale Ratzinger, prima della sua elezione all’ arcivescovado di Monaco e Freising per tenere l’omelia.

Mi ricordo dei suoi gesti, come la sua omelia scorreva fluida, i fedeli lo ascoltavano con la bocca aperta. Ho osservato allora che Joseph Ratzinger non era solo un teologo ma anche un pastore. Ho visto la sua umiltà. E questa prima impressione resterà con me per sempre


Si puo rivelarci qualche aneddoto sul Cardinale Ratzinger?


S.E.R. Il Cardinale Ratzinger negli Stati Uniti (1988)

Forse racconto una storia che e’ accaduta negli Stati Uniti. Il Cardinale Ratzinger con un sacerdote Americano e’ andato negli Stati Uniti. A New York c’e’ come sappiamo il controllo dei passaporti. Lui ha fatto vedere il passaporto pero non c’era il visto e la signora diceva “Ma lei non ha il visto”. Ha tirato un altro passaporto Tedesco e anche ci voleva il visto. La signora chiede quale tipo di viaggio “Business trip” o “Pleasure trip”? ed il Cardinale diceva “Non l’ho so”. Lui andava ufficialmente come Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede. Il sacerdote vedendo questo scenario si e’ avvicinato e diceva: “Signora, questo e’ il Cardinale Ratzinger, invitato dalla Conferenza Episcopale degl’Istati Uniti”. La signora diceva “ Ma lui non ha visto”. E` venuto un altro signore e l’hanno dato questo visto per trenta giorni. Il cardinale ha fatto il programma in piu` di una settimana e alla fine quando c’era la cena conclusiva facevano i vescovi i discorsi alla fine anche ha parlato il Cardinale Ratzinger e ha raccontato di questo avvenimento e diceva: “Adesso so quale tipo il mio viaggio era negli Stati Uniti. Ha detto “both, pleasure and business”.


Come si può paragonare Giovanni Paolo II, con Benedetto XVI?


Giovanni Paolo II: Quando io trovo i problemi teologici sento il Cardinale Ratzinger e saro molto tranquillo

Benedetto XVI nel incontro, nella intervista per la televisione polacca ha detto una frase molto bella. Dice “E’ vero che Giovanni Paolo II ci ha lasciato pero non si e’ allontanato da noi. Diceva: “Io sento la sua vicinanza che lui mi prende dalla mano”. Si vede qui l’amicizia di due grandi Pontefici ed il Pontificato di Benedetto XVI e’ diverso, originale anche ma toccano molto bene ai nostri cuori i suoi discorsi tanto belli, tanto misurati e profondamente teologici. Ripeto ancora una volta l’amicizia fra questi due Papi che hanno servito insieme la Chiesa per venti tre anni. Perche il Cardinale Ratzinger per venti tre anni era Prefetto nella Congregazione per la Dottrina della Fede. E il Santo Padre Giovanni Paolo II ripeteva sempre: “Quando io trovo i problemi teologici sento il Cardinale Ratzinger e saro molto tranquillo.”


Allora avete anche lavorato con un certo Monsignor Scicluna. Cosa puoi dire di lui?


S.E.R. Mons. Dr Charles J. Scicluna

Purtroppo Monsignor Scicluna e’ venuto nella Congregazione quando io sono stato gia’ in Polonia. Pero lo conosco molto bene. E` un uomo della Chiesa, un uomo che ama la Chiesa. In questo momento vorrei salutare cordialmente il popolo maltese, popolo tanto cattolico che Giovanni Paolo II sempre ammirava i maltesi, cosi vicini alla Chiesa, vicini a Cristo che amano la loro terra, la bella Malta.


Come sei arrivato a conoscere della vostra ordinazione all'Episcopato?


S.E.R. Mons. Jan Chrapek era morto in un incidente stradale

Mons. Zimowski è stato ordinato vescovo da S.E.R Il Cardinale Joseph Ratzinger


Era un po a sorpresa per me. Il mio predecessore, il Vescovo Chrapek era morto in un incidente stradale. Noi siamo stati amici, abbiamo studiato insieme alla Universita Cattolica e ho preso questa nomina come la continuazione di quello che ha fatto mio predecessore in due anni nella diocesi di Radom. Avevo un po di paura, anche la paura, perche` ho lavorato per solo due anni nella parrocchia e dopo ho sempre lavorato nell’ufficio. Pero la grazia di Dio e lo Spirito Santo mi aiutava per essere vicino al popolo Polacco.


Come sei arrivato a conoscere della vostra nomina alla presidenza del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari?


S.E.R. Mons. Zygmunt Zimowski: Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari

Questa nomina e’ arrivata il diciotto aprile, 2009, allora sette anni dopo che ero ordinato vescovo di Radom. Ho pensato che il Santo Padre Benedetto XVI avrebbe ricordato di me. Ha Saputo che come vescovo ho fatto tanto per i malati nella mia diocese e devo dire che questa nomina mi ha dato una grande gioia, una grande sodisfazione che potrei vivere di queste parole che io ho scritto sulla imaginetta di prima messa: “Vado a servirti nei malati ed i sofferenti”.


Come è la vostra giornata tipica presso il Pontificio Consiglio?


S.E. Mons J.M. Mupendawatu: Il Segretario del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari

Papa Benedetto XVI con Padre Chendi (Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio)

E’ Lavoro. Di mattina celebro la messa nella mia cappella privata con il mio segretario, Don Pietro, e dopo la prima colazione vengo qui. Ci sono sempre diversi problemi che dobbiamo risolvere ma non risolvo io da solo. Abbiamo un segretario, Monsignor Jean Marie Mupendawatu, e abbiamo un nuovo sotto-segretario, Padre Chendy. Con Padre Chendy ho lavorato per parecchi anni penso nove anni nella Congregazione per la Dottrina della Fede. Allora c’e’ questa sintonia, questa bellissima collaborazione fra noi tre superiori. E abbiamo altri collaboratori che alcuni lavorano qui gia da venti cinque anni perche il nostro Pontificio Consiglio e’ stato fondato da Giovanni Paolo II venti sei anni fa.


Quali sono gli obiettivi principali del vostro Pontificio Consiglio per quest'anno. Sono raggiungibili?


Il documento della Conferenza organizzata dal Pontificio Consiglio nel 2012

Per questo anno abbiamo di nuovo una conferenza e parleremo degl’operatori sanitari come i servitori della vita nella luce della dottrina che ci ha lasciato il Beato Papa Giovanni Paolo II. Intrepido difensore della vita ed e’ il Papa Mariano come abbiamo gia’ parlato prima.


Quale legame specifico unisce Maria al mondo della sofferenza? 


Il suo dolore era in comunione con la speranza nella risurezzione del Suo Figlio

Maria stava sotto la croce di Gesu` e gia il Profeta Simeone aveva detto che il suo cuore soffrira`, che sara trafitto e veramente questo dolore l’ha sofferto sotto la croce. Ma Lei aveva dolore con la speranza con la risurezzione del Suo Figlio Gesu` Cristo’.


Cosa può fare il Pontificio Consiglio per la promozione della cultura della vita e della salute?


S.E.R. Mons. Zimowski visita i malati

Vorrei rispondere iniziando con il citare alcune parole del servo di Dio Papa Giovanni Paolo II, tratte dall'enciclica Evangelium vitae: "La vita dell'uomo proviene da Dio, è suo dono, sua immagine e impronta, partecipazione del suo soffio vitale. Di questa vita, pertanto, Dio è l'unico signore: l'uomo non può disporne. Dio stesso lo ribadisce a Noè dopo il diluvio: "Domanderò conto della vita dell'uomo all'uomo, a ognuno di suo fratello"" (Genesi, 9, 5). E il testo biblico si preoccupa di sottolineare come la sacralità della vita abbia il suo fondamento in Dio e nella sua azione creatrice. Per promuovere un'autentica cultura della salute occorre sviluppare una corretta antropologia che non si fermi al bene e alla salute del corpo, ma piuttosto si rivolga alla persona umana, nella sua interezza e nella sua unità somatico-spirituale. Il Pontificio Consiglio dispone da molti anni di un documento, una Magna Carta intitolata Carta degli operatori sanitari, chiamati anche "servitori della vita". A guidarli nella loro missione vi sono la redenzione di Cristo e la sua grazia salvifica che "raggiungono tutto l'uomo nella sua condizione umana e quindi anche la malattia, la sofferenza e la morte" (Giovanni Paolo II, lettera apostolica Salvifici doloris, n. 2). Parlare di cultura della salute significa, per riprendere le parole del cardinale Fiorenzo Angelini, "considerarla un valore primario inscindibilmente legato al valore della vita, di tutta la vita e della vita di tutti". 


Qual è il ruolo principale del vostro Pontificio Consiglio nel mondo di oggi?


S.E.R. Mons. Zimowski e Frank Zammit durante l'intervista

Coordinare tutto questo e anche diciamo parlare alle chiese locali dei problemi nella pastorale della salute. Noi abbiamo veramente buoni rapporti con le Chiese locali tramite i vescovi che sono delegate delle loro Conferenze per questo settore pastorale della salute


Il mondo sta ancora affrontando grandi problemi di salute (HIV/Aids, Lebbra) nello stesso tempo che i leader mondiali stanno ancora investendo fortemente in macchine da Guerra. Che cosa si puo commentare?


La lebbra e` presente ancora in diversi stati nel continente africano

Purtroppo! Noi vogliamo veramente fare tanto per i malati e sappiamo che ci sono tanti, tanti problemi, diverse problemi in Europa, diversi problemi in Africa. L’anno scorso abbiamo tenuto una conferenza di tre giorni nel mese di novembre dove abbiamo trattato il tema molto bello, per la cura dei malati con piu` adequatezza e piu` umanita. Allora vogliamo che ogni uomo ha questa possibilita di curarsi e purtroppo nei paesi africani questa problema non e’ risolta, allora piu macchinari per i medici, per i malati e meno per le bombe e dobbiamo sempre pregare per la pace nel mondo. Dobbiamo realizzare il tema di questa conferenza per la cura dei malati piu` equa e piu` umana. 


È la solidarietà mondiale manca? Da chi?


La solidarieta mondiale

Manca molto e sono fiero che questa parola solidarieta e’ uscita dalla Polonia dal paese di Giovanni Paolo II e anche dal mio paese e di questa solidarieta parla anche molto spesso l’attuale Pontefice Benedetto XVI specialmente nell’ultima enciclica Caritas in Veritate.


Qual’ era il tuo giorno più bello in questo Pontificio Consiglio dal momento della nomina?


S.E.R. Il Signor Cardinale Fiorenzio Angelini: Il Primo Presidente del Pontificio Consiglio

S.E.R. Il Signor Cardinale Javier Lozano Barragan: Il Secondo Presidente del Pont. Consiglio

Era il venticenquesimo anniversario di questo Pontificio Consiglio. Abbiamo invitato il nostro primo presidente, il Cardinale Angelini, anche il Cardinale Lozano Barragan che era il secondo presidente e abbiamo avuto la celebrazione della Santa Messa con l’attuale Pontefice Benedetto XVI. C’erano tanti malati, tanti sofferenti e la sera del undici febbraio abbiamo recitato il Santo Rosario sulla Piazza di San Pietro. Il Santo Padre si affaciato e ci ha dato la benedizione. Questa era una gioia immensa nonostante il freddo invernale che c’era in quell giorno.


I due vostri predecessori che hanno guidato questo Consiglio Pontificio erano Emminentissimi Cardinali. Per Vostra Eccellenza questo ‘Pericolo Rosso’ esiste?


Il Collegio Cardinalizio

Non l’ho so, non dipende da me...dipende dal Santo Padre Benedetto XVI e dagl’altri cardinali. Se viene non sara per me ma per il Pontificio Consiglio per gl’Operatori Sanitari.

Agosto 2011: Durante un visita di cortesia al Presidente S.E.R. Mons Z. Zimowski
(S/D-mia figlia Francesca, Il Presidente Mons. Zimowski ed il sottoscritto)



Credits

Mr Pierre Cachia
Dottoressa Alessandra Ciattini
Pontificio Consiglio Per gli Operatori Sanitari
Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali


Gesu` figlio di Davide abbi pieta` di me.
      



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